19 giugno 2018

La mia replica in Senato al Ministro degli interni Matteo Salvini

Signor Presidente, in premessa desidero stigmatizzare, a nome del Partito Democratico, le parole volgari e offensive che un esponente francese ha rivolto all’Italia. Pertanto, ministro Salvini, sottoscrivo la sua premessa e le parole che ho sentito pronunciare dal senatore Casini.

Tuttavia, ciò non ci esime dal dare un giudizio politico. Ministro Salvini, la vicenda della nave Aquarius sintetizza bene uno stile di Governo mirato più a continuare i toni roboanti della campagna elettorale, che a risolvere davvero i problemi degli italiani, come lei dice di voler fare. Problemi che quanto più sono complessi (la vicenda delle emigrazioni, dopo un periodo di tensioni, turbolenze e guerre che hanno riguardato il Nord Africa e il Medio Oriente, rientra nel novero dei problemi molto complessi), tanto più necessitano di strategia e non di azioni e proclami propagandistici.

Con la cosiddetta chiusura dei porti alla nave Aquarius, lei si è voluto presentare come l’uomo forte, ma in realtà ha manifestato una grande debolezza. Il muro da lei eretto contro più di 600 persone in grave difficoltà non ha fermato gli sbarchi. Il tema non è quello di fare azioni eclatanti, bensì come si continua a governare i flussi. Lei lo sa bene, perché i dati non sono manipolabili, neanche dalla propaganda.

Con l’azione del ministro Minniti i flussi degli arrivi sono diminuiti dell’80 per cento, in generale, e dell’85 per cento per quanto riguarda quelli provenienti dalla Libia. Allora, perché la chiusura dei porti? I porti si chiudono solo in casi eccezionali, di vera grande emergenza per il Paese. Lo scorso 10 giugno, a urne aperte, quando lei, ministro Salvini, ha ingaggiato la battaglia con Malta, non c’era alcuna emergenza migranti. I numeri degli arrivi erano già stati assai contenuti da chi l’ha preceduta. Allora, perché lo ha fatto?

Prima ha parlato di business, si è espresso con parole offensive nei confronti della Tunisia, dicendo che la pacchia è finita, e poi ha chiuso i porti. Il suo gesto è stato solo simbolico e propagandistico; una crudeltà inutile, simbolica e inumana. Lasciare più di 600 persone sul ponte di una nave in mare, inclusi donne incinte, bimbi piccoli, minori e persone ustionate solo per fare propaganda è infatti inumano.

E non dica che lo ha fatto perché l’Unione europea si rendesse conto. Che cosa sarebbe successo se la Spagna non avesse dato disponibilità all’accoglienza? La disponibilità data dal Governo spagnolo non è un suo successo. Il Governo Sánchez ha dato dimostrazioni di solidarietà non alle sue posizioni, ma alle persone stipate su quella nave, lasciate sole in mezzo al Mediterraneo.

Il muro da lei eretto non ha fermato gli sbarchi (ne è prova ciò che sta avvenendo stamattina a Catania), ma ha isolato l’Italia. Le sue parole e le sue azioni stanno isolando l’Italia in Europa e nel mondo; isolandola perché dalle nostre azioni prendono le distanze la Spagna, la Francia, la Tunisia. Vedremo come procederà la collaborazione che con la Libia avevamo attivato e che aveva dato frutti importanti. Ha ricevuto sostegno solo da alcuni leader del gruppo di Visegrád, peraltro quegli stessi leader che si rifiutano di accettare i ricollocamenti europei. Neppure un rifugiato avente diritto è stato accettato da chi ora plaude alla sua azione.

Senza una politica per l’Africa, senza i rimpatri, senza i ricollocamenti, cosa rimane di una strategia politica di governo dei flussi, che era un patrimonio dell’Italia, non di un Governo, non di una maggioranza, ma dell’Italia, proprio quella di cui lei ha parlato? Lei ha fatto una mossa tutta politica, ma è una direzione senza strategia, è un’azione inconcludente. Ma è un’azione rivelatrice.

Noi avevamo chiesto che questa mattina intervenisse, nell’Aula del Senato, il premier Conte. Un Presidente del Consiglio che fino a ora non ha speso una parola sulla questione di attualità più scottante per il nostro Paese e che avrebbe dovuto fare sintesi dell’azione dei Ministri. La chiusura dei porti, come lei ben sa, non spetta a lei, ma spetta al ministro delle infrastrutture Toninelli. Nulla dal premier Conte, silenzio assordante. Ne dobbiamo dedurre che è il Governo Salvini e non Conte quello che oggi guida l’Italia. Ha questa grande responsabilità? Bene, allora mi dica: è vero, l’Europa deve e può fare di più, ma per ottenerlo si possono usare degli ostaggi? Perché questo è quello che lei ha fatto: lei non ha esitato a prendere in ostaggio più di 600 persone inermi e disperate, per farsi sentire al tavolo europeo.

 

Qui il video del mio intervento:

http://webtv.senato.it/video/showVideo.html?seduta=11&leg=18&offset=44039

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